All’esame radiologico “diretto” della
regione cervicale la tiroide normale è indistinguibile dai tessuti
molli contigui, presentandosi come una tenue opacità. Quindi
eventuali alterazioni volumetriche della tiroide possono essere
visualizzate o come un aumento della sua naturale opacità, come
avviene per esempio per la presenza di noduli calcifici o per
l’effetto compressivo che esercita sulle strutture circostanti
dotate di un contrasto naturale come la trachea.
Se la tiroide risulta aumentata di
volume in maniera consistente, essa può esercitare una
compressione sulla trachea, che può di conseguenza presentare
un’impronta sul suo profilo radiologico. Inoltre in corso di un
esame radiologico del torace può essere riscontrato uno
slargamento del profilo del mediastino anteriore-superiore
quando si verifica lo sviluppo di un gozzo verso il giugulo e
inferiormente ad esso ad impegnare lo stretto toracico superiore (gozzo
cervicomediastinico).

Rx diretta stretto
toracico superiore: l'immagine aerea tracheale appare fortemente
depiazzata.
In presenza di un gozzo
cervicomediastinico, allo scopo di programmare un corretto
approccio chirurgico, la radiologia tradizionale può risultare
utile nella valutazione dei rapporti del gozzo non solo con la
trachea ma anche con l’esofago a livello del passaggio
cervico-toracico. Questo può essere fatto mediante un
esofagogramma e cioè uno studio dell’esofago cervico-toracico dopo
assunzione per os di mezzo di contrasto radiopaco. Di solito si
impiega il solfato di bario mentre nei casi in cui si sospetti
una fistola o una incordinazione faringo-esofagea si utilizza un
mezzo di contrasto triiodato idrosolubile, meno denso e viscoso.
L’esofagogramma consente di valutare la compressione dell’esofago
per un aumento di volume della tiroide che ingrandendosi impronta
e depiazza il viscere fino talvolta a provocare difficoltà nella
deglutizione (disfagia).

Gozzo cervicomediastinico: Rx diretta dello
stretto superiore e con esofago opacizzato.
Estremamente suggestivo è il
cosiddetto “segno del forcone” che si riscontra in caso di
voluminosi gozzi cervicomediastinici intertracheoesofagei. In
questi casi l’aumento di volume della tiroide, che si esplica
prevalentemente in torace, determina il depiazzamento della
trachea anteriormente e dell’esofago posteriormente. Un esame
diretto del torace in proiezione laterale con l’esofago opacizzato
metterà perciò in evidenza un’opacità toracica, corrispondente al
gozzo, che impegna lo spazio tra la trachea anteriormente (visibile
per l’aria al suo interno) e l’esofago posteriormente (visibile
per il mezzo di contrasto).

Rx del torace in laterale:
gozzo cervicomediastinico. Segno del "forcone".
Lo studio diretto, da solo e con
l’esofago opacizzato, può essere utile anche nella valutazione
post-operatoria delle complicanze, potendo evidenziare eventuali
raccolte gassose tipo ascessi o fistole.
La patologia nodulare della tiroide
può inoltre essere caratterizzata dalla presenza di calcificazioni,
con morfologia e grandezza variabili, che sono facilmente
identificabili all’esame diretto. Alcuni tipi di calcificazioni
sono ritenute suggestive per forme patologiche specifiche: quelle
a “guscio d’uovo” sono frequenti negli adenomi, quelle con aspetto
“a chiazze multiple sparse” nei gozzi parenchimatosi, quelle
“nodulari localizzate” nei gozzi multinodulari, quelle
“pulverulente” nel carcinoma papillare e quelle “dense e amorfe”
nel carcinoma midollare.

Rx diretta stretto
toracico superiore in proiezione antero-posteriore e laterale.
Gozzo calcifico.
Sia l’esame
radiologico diretto che l’esofagogramma vengono ampiamente
utilizzati per la loro semplicità di esecuzione ed i bassi costi,
tuttavia possono dare solo informazioni indirette sulla dimensioni
e la morfologia della ghiandola e comunque con una definizione di
immagine sicuramente molto inferiore a quella che si può ottenere
con una TC o una RM.
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