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    La radiologia tradizionale

   A cura del Prof. Giuseppe Panzironi


All’esame radiologico “diretto” della regione cervicale la tiroide normale è indistinguibile dai tessuti molli contigui, presentandosi come una tenue opacità. Quindi eventuali alterazioni volumetriche della tiroide possono essere visualizzate o come un aumento della sua naturale opacità, come avviene per esempio per la presenza di noduli calcifici o per l’effetto compressivo che esercita sulle strutture circostanti dotate di un contrasto naturale come la trachea.

Se la tiroide risulta aumentata di volume in maniera consistente, essa può esercitare una compressione sulla trachea, che può di conseguenza presentare un’impronta sul suo profilo radiologico. Inoltre in corso di un esame radiologico del torace può essere riscontrato uno slargamento del profilo del mediastino anteriore-superiore quando si verifica lo sviluppo di un gozzo verso il giugulo e inferiormente ad esso ad impegnare lo stretto toracico superiore (gozzo cervicomediastinico).

               

Rx diretta stretto toracico superiore: l'immagine aerea tracheale appare fortemente depiazzata.

In presenza di un gozzo cervicomediastinico, allo scopo di programmare un corretto approccio chirurgico, la radiologia tradizionale può risultare utile nella valutazione dei rapporti del gozzo non solo con la trachea ma anche con l’esofago a livello del passaggio cervico-toracico. Questo può essere fatto mediante un esofagogramma e cioè uno studio dell’esofago cervico-toracico dopo assunzione per os di mezzo di contrasto radiopaco. Di solito si impiega  il solfato di bario mentre nei casi in cui  si sospetti una fistola o una incordinazione faringo-esofagea si utilizza un mezzo di contrasto triiodato idrosolubile, meno denso e viscoso. L’esofagogramma consente di valutare la compressione dell’esofago per un aumento di volume della tiroide che ingrandendosi impronta e depiazza il viscere fino talvolta a provocare difficoltà nella  deglutizione  (disfagia).

     

Gozzo cervicomediastinico: Rx diretta dello stretto superiore e con esofago opacizzato.

Estremamente suggestivo è il cosiddetto “segno del forcone” che si riscontra in caso di voluminosi gozzi cervicomediastinici intertracheoesofagei. In questi casi l’aumento di volume della tiroide, che si esplica prevalentemente in torace, determina il depiazzamento della trachea anteriormente e dell’esofago posteriormente. Un esame diretto del torace in proiezione laterale con l’esofago opacizzato metterà perciò in evidenza un’opacità toracica, corrispondente al gozzo, che impegna lo spazio tra la trachea anteriormente (visibile per l’aria al suo interno) e l’esofago posteriormente (visibile per il mezzo di contrasto).

Rx del torace in laterale: gozzo cervicomediastinico. Segno del "forcone".

Lo studio diretto, da solo e con l’esofago opacizzato, può essere utile anche nella valutazione post-operatoria delle complicanze, potendo evidenziare eventuali raccolte gassose tipo ascessi o fistole.

La patologia nodulare della tiroide può inoltre essere caratterizzata dalla presenza di calcificazioni, con morfologia e grandezza variabili, che sono facilmente identificabili all’esame diretto. Alcuni tipi di calcificazioni sono ritenute suggestive per forme patologiche specifiche: quelle a “guscio d’uovo” sono frequenti negli adenomi, quelle con aspetto “a chiazze multiple sparse” nei gozzi parenchimatosi, quelle “nodulari localizzate” nei gozzi multinodulari, quelle “pulverulente” nel carcinoma papillare e quelle “dense e amorfe” nel carcinoma midollare.

  

Rx diretta stretto toracico superiore in proiezione antero-posteriore e laterale. Gozzo calcifico.

Sia l’esame radiologico diretto che l’esofagogramma vengono ampiamente utilizzati per la loro semplicità di esecuzione ed i bassi costi, tuttavia possono dare solo informazioni indirette sulla dimensioni e la morfologia della ghiandola e comunque con una definizione di immagine sicuramente molto inferiore a quella che si può ottenere con una TC o una RM.

 

   

 
 

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