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Patologia
della tiroide nell’infanzia
Ipotiroidismo congenito
L’ipotiroidismo congenito e’ una delle
piu’ comuni cause trattabili di ritardo mentale. Colpisce circa 1
neonato su 3000-4000.
Nel 1972 è stato introdotto nel Quebec
il primo programma di screening neonatale per l’ipotirodismo
congenito, che viene oggi eseguito sui neonati mediante un
prelievo di una goccia di sangue prelevata dal tallone, messa su
un cartoncino ed inviata al centro di riferimento per lo
screening. I neonati che presentano valori di TSH e/o di T4
sospetti o indicativi di ipotiroidismo congenito vengono al piu’
presto richiamati per la conferma della diagnosi mediante prelievo
venoso e l’inizio piu’ precoce possibile della terapia sostitutiva
con L-tiroxina.
Programmi nazionali di screening per
l’ipotiroidismo congenito sono stati attuati in molti, ma non in
tutti, i paesi occidentali.
Questa strategia ha permesso di
cambiare radicalmente il destino di questi bambini.
L’ipotiroidismo congenito infatti e’ pauci o asintomatico alla
nascita e veniva riconosciuto clinicamente nei primi mesi di vita,
quando già si erano verificati danni irreversibili allo sviluppo
psicomotorio.
L’ipotiroidismo congenito (cioe’
presente alla nascita) puo’ essere transitorio o permanente.
Cause di ipotiroidismo
congenito permanente
Nei paesi in cui e’ presenza una
grave carenza iodica (essenziale per la sintesi degli ormoni della
tiroide) l’ipotiroidismo si manifesta come cretinismo endemico.
L’ipotiroidismo congenito in Europa,
Nord America e Giappone e’ una malattia sporadica causata nell’
80-85% dei causi da difetti nello sviluppo della tiroide (disgenesie),
che puo’ mancare completamente (agenesia), o essere piu’ piccola (ipoplasia),
la tiroide ipoplasica e’ spesso collocata “fuori posto”. Si parla
allora di tiroide ectopica.
Circa il 10% dei casi di ipotiroidismo
congenito è dovuto a difetti dell’ormonogenesi, vale a difetti
nella sintesi, trasporto, metabolizzazione degli ormoni tiroidei.
Queste forme sono in genere autosomiche recessive e colpiscono 1
su
30.000 nati. Dal punto di vista clinico si possono manifestare in
etaà più tardiva ed è spesso presente gozzo.
Meno del 5% dei casi di ipotiroidismo
congenito è dovuto a difetti nell’asse ipotalamico-ipofisario che
regola il funzionamento della tiroide. Queste forme colpiscono 1
su 50-100.000 nati. Si parla di ipotiroidismo secondario quando è
principalmente coinvolta l’ipofisi e di ipotiroidismo terziario
quando il difetto è primariamente ipotalamico.
I bambini con ipotiroidismo da deficit
di TSH ipofisario presentano spesso deficit di altri ormoni
ipofisari (ormone della crescita, gonadotropine, ACTH, prolattina)
che devono essere diagnosticati precocemente. Questi neonati
possono presentare micropene e avere prolungate ipoglicemie alla
nascita. Si associano anche a difetti di sviluppo della linea
mediana (es palatoschisi, assenza del setto pellucido, assenza del
corpo calloso, displasia setto-ottica). L’ipofisi alla Risonanza
Magnetica Nucleare e’ di solito ipoplasica e vi puo’ essere
ectopia della neuroipofisi ed altre malformazioni. Sono state
identificate cause genetiche di queste patologie a carico dei geni
che regolano lo sviluppo dell’ipofisi (HESX-1, PROP-1 ed altri).
Una causa recentemente descritta di
Ipotiroidismo congenito è’ dovuta ad una diminuzione del trasporto
del T4 nel cervello. Il difetto e’ causato da una mutazione nel
MCT8 (monocarboxilate transporter 8). Il gene e’ sul cromosoma X e
la malattia si manifesta nei maschi con ipotiroidismo e sintomi
neurologici progressivi come un ritardo di mentale grave, distonia,
ipotonia centrale, teraplegia spastica, nistagmo, difetti nella
vista e nell’udito. Le femmine portatrici hanno ipotiroidismo ma
non sintomi neurologici.
La resistenza agli ormoni tiroidei è
causata da una mutazione nel TRbeta (recettore per gli ormoni
tiroidei di tipo beta) e si manifesta in genere piu’ tardivamente.
E’ autosomica dominante colpisce 1 su 100.000 nati. Il quadro
clinico puo’ essere variabile, sia come sintomatologia che come
gravita’.
Cause di ipotiroidismo
congenito transitorio
L’ipotiroidismo congenito transitorio
e’ causato in genere da contatti con sostanze o farmaci che
interferiscono con la sintesi degli ormoni tiroidei nel feto e nel
neonato. In alcuni casi e’ un fenomeno legato alla prematurita’
del neonato, in una parte dei casi non si conosce l’origine.
Ad esempio l’uso eccessivo di
disinfettanti cutanei contenenti iodio al momento del parto, l’uso
di mezzi di contrasto iodati, sono cause comuni di ipotiroidismo
transitorio, dato che il neonato ha dei sistemi di regolazione
immaturi che non sono in grado di smaltire l’eccesso di iodio. Di
conseguenza viene inibita la sintesi degli ormoni tiroidei.
La carenza di iodio e’ pure legata
all’ipotiroidismo congenito transitorio. Ad esempio in Belgio,
regione a lieve carenza iodica, la prevalenza dell’ipotiroidismo
transitorio nei prematuri e’ 8 volte quella riportata negli USA,
dove l’apporto iodico e’ in genere adeguato.
L’uso di farmaci antitiroidei nella
madre (metimazolo e propiltiuracile) che si usano per trattare
l’ipertiroidismo materno e che passano la placenta possono
provocare ipotiroidismo transitorio nel neonato.
Anche il passaggio di anticorpi
materni (anticorpi anti-recettore del TSH con azione bloccante)
possono provocare ipotiroidismo transitorio. Questi anticorpi
possono essere presenti in madri con patologia autoimmune della
tiroide ( tiroidite cronica linfocitaria, malattia di Graves-Basedow).
Nella stessa mamma possono essere presenti popolazioni differenti
di anticorpi, bloccanti o stimolanti il recettore del TSH, ed il
quadro clinico nel neonato puo’ variare.
L’uso di farmaci usati in terapia
intensiva neonatale, come steroidi o dopamina, possono dare
ipotiroidismo transitorio.
Manifestazioni
cliniche dell’ipotiroidismo congenito
I sintomi e segni dell’ipotiroidismo
congenito diventano in genere manifesti nei primi mesi di vita.
Alla nascita puo’ essere presente
ittero prolungato, gestazione prolungata oltre la 42 settimana,
edema, difficolta’ di alimentazione, ritardata emissione di
meconio, distensione addominale, ipotermia, stress respiratorio.
Un’ampia fontanella anteriore e la fontanella posteriore >0.5 cm
di diametro possono essere presenti.
Successivamente il bambino appare
ipotonico,sonnolento, scarsamente reattivo fino alla letargia,
con difficolta’ di alimentazione, pianto rauco e scarso, cute
secca, fredda e marezzata. ernia ombelicale, lingua grossa, stipsi,
scarso accrescimento.
Diagnosi di
laboratorio
I neonati positivi allo screening (in
base ai valori di riferimento del TSH stabiliti dal Centro di
riferimento) devono essere richiamati immediatamente per
confermare i risultati su prelievo venoso. Il prelievo per lo
screening va eseguito idealmente in III-V giornata di vita. Il
prelievo eseguito per il TSH in prima giornata puo’ dare un valore
falsamente troppo alto.
Va precisata l’eziologia
dell’ipotiroidismo con scintigrafia e/o ecocolordoppler della
tiroide.
La scintigrafia con migliore
sensibilita’ e’ quella con Iodio-123, che viene organificata e
permette di visualizzare sia tessuto tiroideo ectopico che difetti
dell’ormonogenesi. Ha lo svantaggio di essere costosa e di non
essere disponibile in molti centri, per cui spesso viene
utilizzato il Tecnezio 99. Non va utilizzato lo Iodio-131.
L’ecocolordoppler e’ utile sia come
indagine che conferma l’eventuale agenesia-ectopia della tiroide,
sia con i moderni apparecchi, come metodica meno invasiva e
costosa, eseguita al posto della scintigrafia.
E’ importante sottolineare che
l’esecuzione delle metodiche d’immagine in nessun caso deve
ritardare l’inizio della terapia sostitutiva con L-tiroxina.
Terapia
La terapia va iniziata piu’
precocemente possibile. Nelle forme piu’ gravi si utilizzano
dosaggi di 10-15 mcg/kg/die. La L-tiroxina sotto forma di
compressa, va schacciata e assunta per bocca. Non va
somministrata insieme a sostanze che ne inibiscono l’assorbimento,
come il ferro, il calcio, il latte di soja.
Lo scopo della terapia e’ di
normalizzare il valore di FT4 nel piu’ breve tempo possibile. Il
dosaggio di FT4 e TSH vanno eseguiti dopo 2 e 4 settimane
dall’inizio della terapia. Il dosaggio della terapia va monitorato
frequentemente ed adeguato alla crescita del bambino. Nel corso
del primo anno di vita ogni 1-2 mesi, nel 2 e 3 anno ogni 2-3 mesi
e successivamente ogni 3-12 mesi. Il fabbisogno pro kilo
diminuisce man mano che il bambino cresce.
Nei casi in cui l’eziologia sia dubbia
si puo’ eseguire una prova di sospensione della terapia dopo che
il bambino ha compiuto 3 anni, età in cui e’in gran parte
completato lo sviluppo del sistema nervoso tiroide-dipendente.
Ipertiroidismo congenito
La maggior parte dei casi di
ipertiroidismo diagnosticati alla nascita sono dovuti al passaggio
transplacentare di anticorpi stimolanti il recettore del TSH. La
durata dell’ipertiroidismo nel neonato e’ legata quindi alla
persistenza degli anticorpi in circolo. Si manifesta in circa il
1-2% di madri con malattia di Graves L’incidenza e’ di 1 su 50.000
nati. Va sottolineato che gli anticorpi stimolanti il recettore
del TSH possono essere trasmessi anche da una mamma che ha
presentato un ipertiroidismo autoimmune (malattia di Graves-Basedow)
molti anni prima, ma che continua a produrre gli anticorpi.
La sintomatologia puo’ essere presente
alla nascita, normalmente si manifesta durante la prima settimana
ma puo’ comparire nell’arco di 1-2 mesi, dato che possono essere
presenti popolazioni di anticorpi sia stimolanti che bloccanti ed
inoltre il neonato puo’ essere sotto l’azione dei farmaci
antitiroidei presi dalla mamma.
Manifestazioni
cliniche
L’ipertiroidismo puo’ essere
sospettato in gravidanza per tachicardia fetale (>160 battiti/minuto).
Nel neonato si ha tachicardia, irritabilita’, scarso accrescimento
ponderale, protrusione oculare, sguardo “sbarrato”. Raramente si
ha trombocitopenia, epatosplenomegalia, ittero, ipoprotrombinemia,
un quadro clinico che puo’ essere confuso con infezioni come
toxoplasmosi, rosolia o citomegalovirus. Puo’ essere presente
gozzo che puo’ causare compressione della trachea durante il parto.
Aritmie cardiache e insufficienza
cardiaca possono essere la causa di morte.
L’ipertiroidismo fetale e neonatale
non trattato puo’ causare craniostenosi, scarso accrescimento e
ritardo mentale.
La sintomatologia puo’ persistere per
qualche mese (in genere2-3).
Diagnosi di
laboratorio
La diagnosi e’ confermata da FT4
elevato e TSH soppresso e dalla presenza degli anticorpi
antirecettore per il TSH (TRAb). Nati da madri con alti titoli
anticorpali hanno un rischio piu’ elevato di presentare
ipertiroidismo. L’ecografia fetale puo’ essere utile per
monitorare il gozzo.
Terapia
Si utilizzano farmaci antitiroidei, (metimazolo,
propiltiuracile, associati a beta bloccanti se le condizioni
cliniche lo richiedono.
La soluzione di Lugol (SSKI 1 goccia
ogni 8 ore) puo’ essere aggiunta per ottenere l’immediato blocco
del rilascio degli ormoni tiroidei, in attesa che abbiano effetto
gli antitiroidei.
Ipertiroidismo
neonatale permanente
E’ dovuto ad una mutazione nel gene
del recettore del TSH risulta attivato anche in assenza del TSH,
producendo uno stato di ipertiroidismo. E’ raro. La maggior parte
dei casi si trasmettono con carattere autosomico dominante, ma
possono essere sporadici, per insorgenza di nuove mutazioni. La
terapia e’ ablativa, chirurgica o, a seconda dell’eta’, con
radioiodio.
Patologia della tiroide nel bambino e
nell’adolescente
Ipotiroidismo
Tiroidite
cronica linfocitaria
E’ stata descritta nel 1912 come
tiroidite di Hashimoto.
La tiroidite cronica linfocitaria (CLT)
e’ la causa piu’ frequente di ipotiroidismo nel bambino e
nell’adolescente. E’ una malattia autoimmune della tiroide,
caratterizzata cioe’ da una reazione immunitaria dell’organismo
contro un proprio costituente, che si manifesta con
l’infiltrazione linfocitaria della tiroide e nella maggior parte
dei casi con la comparsa di autoanticorpi diretti contro antigeni
tiroidei (anticorpi anti-tiroperossidasi, ab-TPO), (anticorpi
anti-tiroglobulina, ab-Tg) dosabili nel sangue.
La CLT non causa ipotiroidismo in
tutti i soggetti, e la funzione della tiroide puo’ conservarsi
normale per lunghi anni. In rari casi puo’ dare delle forme
transitorie o persistenti di ipertiroidismo. Le forme transitorie
sono dovute a danno tissutale della tiroide con liberazione
massiva di ormoni tiroidei in circolo, le forme persistenti (dette
Hashitossicosi) sono forme miste con l’ipertiroidismo autoimmune (malattia
di Graves) che e’ causato da anticorpi contro il recettore del TSH
(TRAb) che stimolano la produzione di ormoni tiroidei e che sono
dosabili anche nella Hashitossicosi.
La CLT si puo’ associare ad altre
malattie autoimmuni, come il diabete tipo 1, la malattia celiaca,
la malattia di Addison.
E’ piu’ frequente nel sesso femminile
ed ha un picco di comparsa in eta’ puberale, ma puo’ manifestarsi
anche nell’infanzia.
Le malattie autoimmuni della tiroide,
sia la CLT che la malattia di Graves, sono patologie con una forte
aggregazione familiare, si presentano cioè con una frequenza piu’
elevata nell’ambito di una famiglia in cui viene diagnosticato un
caso, rispetto alla popolazione generale. Dal punto di vista della
predisposizione genetica sono considerate malattie.multifattoriali.
La CLT puo’ presentarsi con gozzo,
tiroide di volume normale o piu’ raramente atrofica.
Disgenesia
tiroidea e disturbi dell’ormonogenesi
L’ipotiroidismo congenito in Italia
viene diagnosticato alla nascita con lo screening neonatale.
Questo non avviene in diverse parti del mondo, non solo nei paesi
in via i sviluppo ma anche ad esempio in paesi dell’Est Europeo.
Puo’ quindi verificarsi di dover fare
una diagnosi di disgenesia tiroidea in nel bambino piu’ grande.
I disturbi dell’ormonogenesi possono
diventare sintomatici nel bambino e/o essere diagnosticati per la
comparsa di gozzo.
Farmaci
Farmaci che possono interferire con la
funzione della tiroide includono: alcuni anticonvulsivanti, litio,
amiodarone, aminoglutetimide, sertralina, acido aminosalicilico,
oltre ai farmaci antitiroidei usati nella terapia
dell’ipertiroidismo (propiltiuracile e metimazolo).
Deficit di Iodio
E’ una causa importante di
ipotiroidismo endemico per circa 800 milioni di persone che vivono
in paesi in via di sviluppo, raramente nel mondo occidentale.
Esiti di intervento
chirurgico o radioterapia
La tiroidectomia parziale puo’causare
ipotiroidismo. L’irradiazione del collo della effettuata nella
terapia di molti tumori infantili puo’ negli anni dare come esito
l’ipotiroidismo.
Cause centrali di
ipotiroidismo
Patologie che interessano l’ipofisi o
l’ipotalamo, sia congenite (vedi capitolo infanzia), che acquisite,
tumori come il craniofaringioma, danni da radioterapia per altri
tumori, malattie granulomatose, malattie infettive come la
meningite, interventi chirurgici o traumi, possono alterare il
sistema di regolazione TRH-TSH-Tiroide. Di solito sono presenti
altri deficit di funzionalita’ ipofisaria.
Manifestazioni
cliniche
L’ipotiroidismo nel bambino si
manifesta in maniera subdola e puo’ essere diagnosticato anche con
anni di ritardo per ad esempio una decelerazione della velocita’
di crescita accompagnata da ritardo nella maturazione scheletrica
e della dentizione. I sintomi classici dell’ipotiroidismo sono
cute secca, capelli sottili e radi, intolleranza al freddo, stipsi,
edema periorbitale. La tiroide puo’ essere aumentata di volume e
di consistenza. In rari casi di ipotiroidismo di lunghissima
durata la sella turcica puo’ essere allargata per ipertrofia
dell’ipofisi (sella a ciliegia).
Si puo’ avere ritardo puberale ma
anche una pseudopuberta’ precoce per azione di TRH ed TSH
sull’asse gonadotropine-gonadi , irregolarita’ mestruali.
Diagnosi di
laboratorio
Il TSH e’ aumentato nelle forme di
ipotiroidismo primario (per ipofunzione della tiroide) L’ FT4 puo’
essere nel range i normalita’ (ipotiroidismo lieve o compensato),
o ridotto.
Nelle forme di ipotiroidismo centrale
il TSH e’ di norma ridotto, con FT4 basso.
Nel 95% dei casi sono presenti
anticorpi anti-perossidasi (ab-TPO) e/o anticorpi anti-tireoglobulina(Ab-Tg).
L’ultrasonografia e’ l’esame di
elezione per definire la morfologia, l’ ecostruttura l’eventuale
presenza di noduli e di linfonodi.
Terapia
La dose sostitutiva e’ di circa 100
mcg di L-tiroxina per metro quadro di superficie corporea, o 5-6
mcg/kg tra 1-5 anni, 3-4 mcg/kg tra i 6-10 anni, 2-3 mcg/kg dopo
gli 11 anni. Molti bambini si compensano con un dosaggio minore e
la terapia va sempre adattata al singolo paziente in modo di
mantenere i valori di TSH nel range medio di normalita’. Nei
bambini gravemente ipotiroidei la correzione dell’ipotiroidismo fa
fatta lentamente.
Ipertiroidismo
Malattia di Graves
La malattia di Graves e’ responsabile
di circa il 95% dei casi di ipertiroidismo in eta’ pediatrica. E’
una malattia autoimmune, strettamente apparentata con la tiroidite
cronica linfocitaria (CLT) precedentemente descritta.
E’ per fortuna una malattia rara in
eta’ pediatrica, ha infatti una incidenza di 0.8 casi per
1.000.000 di abitanti tra 0 e 15 anni. Le forme che compaiono in
eta’ prepubere sono in genere piu’ aggressive e piu’ difficili da
trattare rispetto a quelle che si manifestano nell’adolescenza.
L’ipertiroidismo nella malattia di
Graves e’ dovuto alla presenza in circolo di anticorpi particolari,
detti anticorpi anti-recettore per il TSH (TRAb), che hanno la
capacita’ di legarsi al recettore per il TSH sulle cellule
tiroidee. Questo legame stimola la sintesi di ormoni tiroidei in
maniera del tutto indipendente dalla regolazione
ipotalamo-ipofisaria, che attraverso un complesso sistema di
feed-back, mantiene costanti i livelli circolanti di ormoni
tiroidei. Nella malattia di Graves si ha invece un ipertiroidismo
ingravescente, dovuto alla stimolazione continua dei TRAb.
Altre cause di ipertiroidismo
Cause rare di ipertiroidismo possono
essere tumori iperfunzionanti benigni e maligni (adenoma,
carcinoma tossico). Noduli iperfunzionanti possono comparire in
sindromi particolari, come la sindrome di McCune-Albright, la
resistenza agli ormoni tiroidei, le mutazioni congenite attivanti
il recettore del TSH. Come negli adulti, e’ possibile
l’ipertiroidismo da ingestione volontaria o involontaria di ormoni
tiroidei esogeni (es da L-tiroxina). Molto raramente
l’ipertiroidismo puo’ essere causato da un adenoma ipofisario TSH-
secernente.
Manifestazioni cliniche
I sintomi dell’ipertiroidismo si
manifestano insidiosamente e spesso portano a diagnosi errate per
lungo tempo.
Questi bambini presentano iperattivita’,
irritabilita’, labilita’ emotiva, disturbi nel comportamento
scolastico, difficolta’ di concentrazione, modificazioni nella
scrittura, disturbi del sonno, enuresi, intolleranza al caldo,
perdita di peso nonostante l’aumento dell’appetito, Compaiono
aumento del numero evacuazioni, tremori, tachicardia. Aumento
della pressione arteriosa. La comparsa del gozzo, che puo’ essere
piccolo spesso non viene notata per lungo tempo. Possono essere
presenti i segni dell’oftalmopatia (sguardo sbarrato, retrazione
della palpebra superiore etc, con o senza vero esoftalmo).
Diagnosi
Gli ormoni tiroidei (FT3 ed FT4 sono
aumentati ed il TSH e’ (tranne che nelle forme di resistenza agli
ormoni tiroidei ed di adenoma ipofisario TSH secernente) soppresso.
I TRAb nel Graves sono positivi in circa l’80% dei casi. Di solito
si riscontrano anche aumenti dei ab-TPO e degli Ab-Tg. L’ecografia
nel Graves mostra una tiroide aumentata di volume, con aumento
della vascolarizzazione.
La scintigrafia e’ raramente
necessaria per la diagnosi differenziale (es noduli
iperfunzionanti).
Terapia
La terapia della malattia di Graves
puo’ essere medica, chirurgica, o con radioiodio.
La terapia medica utilizza farmaci che
inibiscono la sintesi degli ormoni tiroidei, e’, in pratica una
terapia “sintomatica” che cura l’ipertiroidismo in attesa di una
possibile remissione spontanea della malattia. La terapia
chirurgica e con radioiodio sono invece terapie ablative, che
eliminano definitivamente la tiroide.
In eta’ pediatrica si utilizza anche
per anni la terapia farmacologica, che non e’ pero’ esente da
possibili effetti collaterali anche gravi.
Per la complessiita’ e la possibile
gravita’ dell’ipertiroidismo e delle scelte terapeutiche questi
pazienti devono essere trattati in centri con una esperienza
specifica.
Gozzo
Per gozzo si intende l’aumento di
volume della tiroide, che puo’ essere dovuto alla stimolazione del
tessuto tiroideo, alla infiltrazione od alla infiammazione.
L’aumento di volume puo’ essere diffuso od interessare solo
una parte della tiroide. La causa piu’ frequente di gozzo e’ la
tiroidite cronica linfocitaria, (non considerando il gozzo
presente nelle aree ad endemica carenza iodica.
E' definito idiopatico quando non se
ne conosce l’origine. Si pensa sia di origine
multifattoriale, con una componente genetica. L’aumento di volume
della tiroide sarebbe necessario per assicurare una sufficiente
produzione di ormoni tiroidei.
Gozzo da altre cause
La tiroide puo’ essere
aumentata di volume perche’ sede di un tumore ad origine diversa
dal tessuto tiroideo, ad esempio un linfoma. Oppure sede di
localizzazione di altre malattie, come l’istiocitosi. La rapida
crescita del gozzo deve essere sempre un segnale di allarme.
Malformazioni, cisti, tumori benigni e maligni sono altre
cause di aumento di volume della tiroide.
Tiroiditi
infettive
La tiroide puo’ essere interessata
sia da infezioni sia batteriche che virali .Sono patologie rare in
eta’ pediatrica. Possono essere precedute da una infezione delle
alte vie respiratorie, come tonsilliti,
faringiti ed essere causate da diversi agenti patogeni.
La tiroidite acuta batterica suppurativa si manifesta con
un doloroso, acuto rigonfiamento della regione anteriore del collo,
febbre, brividi. La cute puo’ essere arrossata e vi puo’ essere
linfoadenopatia Si ha mal di gola con difficolta’ ad inghiottire.
Il dolore puo’ essere violento e accentuarsi con l’iperestensione
del collo. La presenza di malformazioni come la persistenza del
seno piriforme favorisce l’infezione del lobo sinistro, e va -successivamente
alla risoluzione dell’ episodio acuto- corretta chirurgicamente
per evitare recidive. La terapia e’ antibiotica. Va monitorata con
l’ecografia la eventuale comparsa di ascessi.
La tiroidite subacuta e’ spesso di origine virale. E’ stata
descritta in associazione ad una epidemia di orecchioni, ma anche
associata a morbillo, influenza etc. Si manifesta con dolore
localizzato alla regione anteriore del collo, edema, disfagia, mal
di gola. Vi puo’ essere astenia, febbre, ma manca lo stato settico
che accompagna la tiroidite acuta batterica.Vi puo’ essere lieve
ipertiroidismo, dovuto alla liberazione di ormoni tiroidei per
danno tissutale, che e’ un fenomeno autolimitantesi (in 2-6
settimane), ed a cui corrisponde una captazione bassa alla
scintigrafia. Puo’ seguire una fase di ipotiroidismo di solito
transitorio. La terapia e’ di solito sintomatica, con analgesici e
antinfiammatori non steroidei. Raramente e’ necessario usare il
prednisone. Se sono presenti sintomi di ipertiroidismo di utilizza
un beta-bloccante, essendo l’ipertiroidismoun fenomeno
autolimitantesi.
Noduli e
Tumori della tiroide
L’incidenza dei noduli della tiroide in eta’ pediatrica e’
riportata essere dell’1-1.5%, ma e’ probabilmente sottostimata.
Fattori predisponenti l’insorgenza di noduli sono il sesso
femminile, l’eta’ puberale, familiarita’ per patologie della tiroide, malattie della tiroide.
Il rischio che un nodulo in un bambino sia di natura
maligna e’ 4 volte maggiore che negli adulti. Di conseguenza ogni
nodulo tiroideo nel bambino va valutato per escludere la presenza
di una neoplasia.
I carcinomi della tiroide sono i piu’ comuni tumori
endocrini in eta’ pediatrica e rappresentano lo 0.5-3% di tutti i
tumori maligni.
La gran parte dei tumori maligni della tiroide in
eta’ pediatrica sono carcinomi papilliferi differenziati. I
carcinomi follicolari rapprentano circa il 18%. La tiroide e’ inoltre sede frequente di secondi tumori
indotti da altre terapie, come la terapia radiante, (ad es per
linfoma di Hodgkin, tumori cerebrali, trapianto di midollo osseo).
I tumori della tiroide possono comparire nel contesto di tiroiditi
autoimmuni.
Tumori della
tiroide associati a malattie genetiche
Carcinoma midollare della tiroide.
Rappresenta il 5% dei tumori della tiroide in eta’
pediatrica. Fa parte di due sindromi genetiche, la MEN (Multiple
endocrine neoplasia) e la FTMC (familial medullary thyroid
carcinoma). Si conoscono due tipi di MEN. La prima MEN 2A e’
caratterizzata da feocromocitoma, iperparatiroidismo e carcinoma
midollare della tiroide. La seconda MEN 2B, da aspetto marfanoide,
neuromi mucosi multipli del tratto alimentare e sottocongiuntivali,
carcinoma midollare della tiroide piu’ precoce e piu’ aggressivo
rispetto alla MEN 2A.
Altre malattie genetiche
Altre malattie genetiche che possono presentare noduli e
tumori della tiroide sono la sindrome di Carney, la poliposi
adenomatosa familiare del colon, la malattia di Cowden,
l’atassia-telengectasia.
Il tumore puo’ essere sospettato per la presenza di una
massa in genere non dolente alla tiroide, accompagnata o meno da
linfoadenopatia cervicale. La diagnosi differenziale include
malformazioni congenite come l’emiagenesia, l’ascesso, la
tiroidite cronica linfocitaria (ma il tumore puo’ associarsi), il
gozzo nodulare, cisti, altre neoplasie. L’ecografia permettere di
evidenziare noduli ancora non palpabili e di definirne le
caratteristiche. La diagnosi richiede la biopsia con ago sottile (FNA)
ecoguidata. La percentuale di falsi negativi e’ di circa il 3%. In
caso di risultato dubbio o non diagnostico e’ indicata la chirurgia.
La terapia ed il follow up seguono gli stessi criteri che
per gli adulti. La tiroidectomia totale deve essere effettuata da
una equipe esperta in queste patologie, dato che le complicanze
sono piu’ frequenti nei bambini piu’ piccoli e il tipo di
intervento deve essere guidato anche da una attenta
valutazione dei linfonodi locoregionali.
La prognosi dei tumori differenziati della tiroide e’ in
eta’ pediatrica buona, anche in presenza di metastasi alla
diagnosi. A 10 anni la mortalita’ viene calcolata attorno
all'1%
Il sospetto o la diagnosi di MEN richiede la valutazione
delle mutazioni genetiche implicate in queste malattie (gene RET)
e la tiroidectomia profilattica nei soggetti portatori della
mutazione entro i 5 anni di vita per la MEN 2A, speso entro il
primo anno di vita per la MEN 2B.
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