La tiroide, essendo una
ghiandola endocrina, produce delle sostanze, gli ormoni tiroidei,
che vengono riversate direttamente nel torrente ematico.
Gli ormoni tiroidei
propriamente detti sono dei peptidi contenenti iodio e sono la
triiodotironina e la tiroxina , solitamente chiamate
rispettivamente T3 e T4. Questi ormoni sono essenziali per la vita
ed hanno molti effetti sul metabolismo corporeo, la crescita e lo
sviluppo.

Nella tiroide viene inoltre
prodotto un altro ormone, la calcitonina, implicato nella
regolazione del metabolismo del calcio e del fosforo, che viene
sintetizzato da speciali cellule, le cellule C parafollicolari,
che non sono cellule tiroidee, ma che si trovano nella tiroide.
Lo iodio è il componente principale degli ormoni tiroidei ed è
essenziale per la loro produzione. Lo iodio
si assume con gli alimenti e con l’acqua.
La cellula tiroidea, il tireocita, produce una sostanza
glicoproteica, la tireoglobulina che costituisce la forma di
immagazzinamento degli ormoni tiroidei e dei loro precursori.
Il gene responsabile della sintesi della tireoglobulina è situato
sul cromosoma 8.
I tireociti sono disposti in modo da formare i follicoli, spazi
nei quali viene immagazzinata la tireoglobulina. Questa viene
prodotta dentro il tireocita e poi secreta sotto forma di
vescicole nel follicolo dove poi dovrà subire il processo di
iodinazione (congiungersi con lo iodio).
Esistono cinque fasi nel
processo di formazione degli ormoni tiroidei:
1) captazione dello iodio;
2) ossidazione dello iodio;
3) organificazione dello
iodio nella tireoglobulina e formazione di monoiodiotirosina (MIT)
e diiodiotirosina (DIT);
4) accoppiamento di MIT e DIT
con formazione di T3 e T4;
5) liberazione di T3 e T4 nel
torrente ematico.

Il trasporto dello iodio
inorganico (prima fase), presente nel sangue, all’interno della
tiroide è un trasporto attivo con consumo di energia (viene
infatti chiamato “pompa dello iodio”) in quanto la concentrazione
dello iodio plasmatico è di molto inferiore a quella interna alla
tiroide che contiene circa il 90% di tutto lo iodio dell’organismo.
Una volta captato, lo iodio
deve essere ossidato (seconda fase) e quindi incorporato nella
tireoglobulina (terza fase). Un enzima importante in queste fasi è
la TPO, la tireoperossidasi tiroidea, un enzima di membrana che
svolge un ruolo importante sia nell’ossidazione dello iodio
inorganico, sia nella sintesi delle iodotirosine MIT e DIT che si
formano dall’organificazione dello iodio ossidato nella
tireoglobulina. Il MIT ed il DIT non sono liberi, ma fortemente
compresi nella grande molecola di tireoglobulina e il loro
accoppiamento produce la formazione del T3 e del T4 (quarta fase).
Il T3 ed il T4, gli ormoni
tiroidei finiti, per essere secreti nel torrente ematico devono
essere liberati dalla tireoglobulina. Questo processo (quinta fase)
avviene tramite il passaggio della tireoglobulina iodata dal
follicolo all’interno delle cellule tiroidee dove l’azione di
particolari enzimi lisosomiali stacca il T3 ed il T4 dalla
tireoglobulina e li trasporta verso la base della cellula tiroidea
da dove vengono poi immessi nel circolo sanguigno.
Il trasporto del T3 e del T4
in periferia è affidato a tre proteine sintetizzate nel fegato:
l'albumina, la Tyroxine Binding Globulin (TBI) e la Tyroxine
Binding Prealbumin (TBPA). Queste proteine servono oltre che al
trasporto a costituire un vero e proprio deposito circolante di
ormoni tiroidei a cui attingere in condizioni di maggior richiesta.
Lo 0.03% degli ormoni tiroidei circola invece non legato a
proteine di trasporto e costituisce le cosiddette frazioni libere
FT3 ed FT4.
In periferia la T4 viene
trasformata in T3, la forma più attiva degli ormoni tiroidei, per
desiodazione (perdita di iodio) e quindi sia la T3 che la T4 dopo
aver svolto le loro azioni vanno incontro a degradazione e/o
eliminazione attraverso le vie naturali (feci ed urine). La
maggior parte dello iodio (circa l'80%) viene recuperato e si
rende disponibile per la sintesi di nuovi ormoni.
La produzione degli ormoni
tiroidei è regolata da un meccanismo che, in presenza di elevate
concentrazioni di ormoni circolanti, riduce il ritmo di produzione,
per innalzarlo invece nel momento in cui la concentrazione ematica
di ormoni si abbassa. Questo meccanismo è mediato dalla secrezione
di un fattore ipotalamico, il TRH (Tyreotropine Releasing
Hormone), che stimola l'ipofisi a secernere il TSH /Tyroid
Stimulating Hormone). Il TSH è l'ormone tireostimolante che spinge
la tiroide a produrre gli ormoni tiroidei agendo a livello di
recettori specifici posti sulla membrana delle cellule follicolari.
L'azione del TSH provoca cambiamenti sia micro che macroscopici a
livello tiroideo, aumentando anche la vascolarizzazione della
ghiandola e le sue dimensioni. Lo stimolo continuo da parte del
TSH, come si osserva nei pazienti con carenza iodica, determina
quindi un'iperplasia ghiandolare che porterà inevitabilmente allo
sviluppo di un "gozzo".

Asse
ipotalamo-ipofisi-tiroide
Nella tiroide viene inoltre
prodotto un altro ormone, la calcitonina, implicato nella
regolazione del metabolismo del calcio e del fosforo, che viene
sintetizzato da speciali cellule, le cellule C parafollicolari,
che non sono cellule tiroidee, ma che si trovano nella tiroide.
La calcitonina promuove il
deposito del calcio nelle ossa inibendo l'attività degli
osteoclasti.
I tumori a partenza dalle
cellule C parafollicolari, producenti calcitonina, sono i
cosiddetti carcinomi midollari della tiroide